Connessione delle memorie

Connessione delle memorie

Il progetto “Connessione delle memorie” ha come obiettivo la valorizzazione delle località Valmaron e Marcesina. Due zone profondamente segnate da una parte dai combattimenti avvenuti durante la Prima Guerra mondiale (1915-18), dall’altra dalla Tempesta Vaia avvenuta cent’anni dopo, nell’ottobre 2018. Il territorio del Comune di Enego, nell’Altopiano dei Sette Comuni, è stato uno tra i più colpiti da questo evento meteorologico che ha causato l’abbattimento di circa 350 mila alberi (per la quasi totalità di abete rosso), coinvolgendo una superficie di circa 1.000 ettari.
Con l’obiettivo di illustrare quanto accaduto nelle aree maggiormente colpite da tali eventi, è stato realizzato un itinerario didattico di 7,5 km e comprensivo di 6 punti di interesse, denominato “Connessione delle memorie”. Il percorso collega le due località Marcesina e Valmaron passando per una vecchia strada militare, recentemente sistemata per l’esbosco delle piante cadute con la tempesta Vaia. Dai punti maggiormente panoramici è possibile osservare i luoghi che un tempo erano interamente ricoperti da foreste, ora distrutte per la seconda volta a distanza di cent’anni: nel 1915-18 da eventi bellici e nel 2018 da un intenso fenomeno meteorologico.

Connessione delle memorie

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LA PIANA DI MARCESINA E VALMARON

La Piana di Marcesina è un’area molto ampia situata nella parte più a nord del Comune di Enego. Si tratta di un vasto pianoro a circa 1400 m di quota dove, per via della particolare orografia, durante gli inverni si registrano temperature molto rigide, anche fino a -40 °C e per questo viene definita la “Finlandia d’Italia”.
In queste zone sono presenti molteplici elementi naturalistici di elevato interesse, tra cui due torbiere (Palù di San Lorenzo e Palù di sotto), cioè delle speciali “aree protette” ad elevata umidità e con caratteristiche botaniche e faunistiche molto particolari.

Marcesina
Marcesina

Per raggiungere Marcesina, (provenendo dal centro abitato di Enego) è necessario passare prima per Valmaron. Le due località sono suddivise dai Monti della Forcellona e Brustolac. A Valmaron si trova il punto d’inizio del percorso “Connessione delle memorie” e sono anche presenti alcune malghe, un rifugio ed il Centro Polisportivo Valmaron Marcesina (dove iniziano le piste da sci fondo di Enego).

Valmaron
Valmaron

In queste zone, come nel resto dell’Altopiano dei Sette Comuni, le foreste sono principalmente costituite dall’Abete rosso. La motivazione principale della “dominanza” di questa specie è dovuta ad una forzata riforestazione artificiale avvenuta a seguito della Prima Guerra Mondiale, quando l’obiettivo principale era quello di ripristinare velocemente i boschi distrutti dalla guerra.

Vaia

Alla fine dell’ottobre 2018, anche nell’area in cui si trovano le località Marcesina e Valmaron, si è abbattuta la Tempesta Vaia. Questo intenso evento meteorologico ha prodotto i maggiori danni, proprio in queste zone, con circa 350 mila alberi abbattuti. Gran parte delle foreste presenti sono infatti scomparse a seguito delle fortissime raffiche di vento che raggiunsero i 200 km/h.

Ceppaia Vaia

Il danno maggiormente visibile rivelatosi fin da subito, è stato l’elevato numero di piante abbattute ma nei giorni seguenti furono riscontrati ulteriori e numerosi danni anche a varie strutture presenti sul territorio, tra cui le malghe. Nel Comune di Enego sono infatti presenti numerose malghe, molte delle quali proprio nell’area compresa tra Marcesina e Valmaron. La causa dell’effetto così disastroso fu l’intensa presenza di abeti rossi, il cui apparato radicale è sviluppato quasi esclusivamente in superficie e rende questa tipologia di piante poco resistente alle sollecitazioni dovute al forte vento. Dopo 100 anni, l’opera di ripristino artificiale eseguita a seguito della Grande Guerra si è rivelata un altro grosso errore, seppur involontario, dell’uomo.

La Grande Guerra

La vecchia strada militare

Austriaci a Lambara

Nel 1914 il confine con l’Impero austro-ungarico si trovava proprio ai bordi della Piana di Marcesina ed infatti questa fu interamente interessata dagli eventi bellici della Grande Guerra. Una delle opere militari realizzate durante quel periodo fu una “mulattiera” che passa per il Monte della Forcellona ed il Monte Brustolac. Questa strada, recentemente sistemata, è stata valorizzata dal progetto “Connessione delle memorie” attraverso la realizzazione di un itinerario didattico comprensivo di 6 punti di interesse e percorribile sia a piedi che in mountain bike. In queste tappe sono presenti numerose opere artistiche realizzate con il legno di Vaia e rappresentative dei due eventi Vaia e Grande Guerra. Oltre a varie sculture in legno, lungo il percorso si trovano dei pannelli informativi con testi e foto sia storiche che recenti, per comprendere al meglio le conseguenze di quanto accaduto.

Il Forte Lisser

Forte Lisser negli anni 30

A breve distanza dal punto d’inizio del percorso tematico “Connessione delle memorie”, si trova la strada che porta al Forte Lisser, soprannominato “Il Leone dell’Altipiano” dal politico e militare Emilio Lussu, in quanto era la fortezza militare più elevata lungo lo sbarramento Brenta-Cismon. Fu costruito dall’Esercito Italiano tra la fine del 1911 ed il 1914, per la difesa del confine italiano ed in previsione della guerra contro l’Impero austro-ungarico. Il forte si trova a circa 1630 m di altitudine, sulla sommità del Monte Lisser. Venne in parte distrutto nel giugno 1916 da alcuni colpi di cannone ed abbandonato dall’Esercito Italiano nel novembre 1917 a seguito dell’avanzata austro-ungarica; rimase utilizzato come deposito di munizioni fino alla fine del conflitto bellico. La struttura, raggiungibile sia in auto che a piedi, è stata interamente ristrutturata dal Comune di Enego, si trova in una posizione che gode di un panorama mozzafiato a 360° ed è visitabile al pubblico.

L’ex cimitero militare del Buson dedicato al Milite Ignoto

A Marcesina, nella strada che porta al Monte Ortigara, si trova l’ex cimitero militare che ospitò le salme di caduti italiani ed austroungarici. Tra i corpi sepolti era presente anche quello del S.Ten. Antonio Bergamas, poi scomparso in seguito ad un bombardamento d’artiglieria che causò la dispersione delle salme. La madre, Maria Maddalena Blasizza, ricevette l’11 ottobre 1921, l’incarico di scegliere tra undici bare quella che avrebbe rappresentato il Milite Ignoto. Il Milite Ignoto è un soldato italiano caduto al fronte e rimasto senza nome, è custodito all’interno dell’Altare della Patria a Roma e rappresenta tutti quei soldati italiani caduti durante la Grande Guerra e mai più ritrovati. L’Ex cimitero militare si trova in località Busòn ed è stato recentemente restaurato e dedicato proprio al Milite Ignoto, a cui fu concessa la medaglia d’oro con la seguente motivazione:

Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria

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