I danni della Tempesta Vaia-29 ottobre 2018

La data del 29 ottobre 2018 rimarrà impressa nella nostra memoria a lungo come uno dei momenti più difficili per il territorio di Enego. Venti con una potenza mai vista, con raffiche oltre i 200 km/h e su un fronte estesissimo hanno devastato il patrimonio forestale di Enego, danneggiato gravemente gli elettrodotti del paese e provocato enormi disagi alla popolazione. Abbiamo perso molto in quella notte di bufera, il paesaggio di Marcesina, Val Maron, Zona Alta, quello con cui siamo cresciuti e che ha formato le nostre identità non c’è più e molto probabilmente non tornerà più come prima. Ciò ha provocato in molto di noi  smarrimento visto che sono andati perduti i consueti punti di riferimento e il panorama al quale eravamo abituati è completamente cambiato.

Ci vorrà tempo e pazienza per guarire da questa ferita. Nel frattempo l’Amministrazione Comunale ha cercato di programmare una serie di interventi a breve, medio e lungo termine per poter salvaguardare il patrimonio forestale residuo ed evitare che questa catastrofe abbia serie ripercussioni economiche nel futuro.

  • Le aste

Le due aste messe a bando negli ultimi mesi sono servite per cercare di smaltire velocemente e ad un prezzo equo le enormi quantità di legname di buona qualità schiantato a seguito dell’evento. Considerate le condizioni di mercato, i risultati sono stati buoni sia dal punto di vista del prezzo (circa 27/28 euro al metro cubo di media) sia delle assegnazioni complessive visto che circa i 4/5 dei quasi 300.000 metri cubi di legname a terra sono stati aggiudicati. C’è stata una grande partecipazione di ditte provenienti da fuori regione che, in base a quanto previsto dal bando, si occuperanno non solo della rimozione dei tronchi ma anche della pulizia delle ramaglie e del sottobosco, un particolare non trascurabile per poter pensare alla risistemazione futura e a una crescita sana dei boschi.

Grazie a queste aste il Comune potrà introitare una cifra importante che cercheremo di usare con la parsimonia necessaria. Enego ha infatti subito la devastazione di una quantità di legname pari a quella che si sarebbe venduta in 120 anni: sarebbe irresponsabile sperperare questo denaro in pochi anni di spese correnti. La Giunta insieme all’ausilio del Consiglio e dei tecnici comunali sta studiando i metodi migliori dal punto di vista giuridico e finanziario per mettere a disposizione queste risorse anche per il futuro.

  • I prelievi

In qualità di soggetto attuatore per l’emergenza Vaia, ho promosso e coordinato un tavolo per il coinvolgimento di vari soggetti istituzionali per cercare di pianificare al meglio l’enorme mole di lavoro e le problematiche che un evento così vasto ha determinato. In particolare sono intervenuti la Provincia di Vicenza, il subcommissario per l’emergenza regionale dott. Fabrizio Stella, il prefetto della provincia di Vicenza , la Regione Veneto, il commissario della Provincia Autonoma di Trento dott. De Col,. Grazie a ciò sono stati formalizzati delle importanti convenzioni per gestire al meglio la fase di esbosco e trasporto.

In particolare la Provincia Autonoma di Trento con l’Assessore all’Agricoltura dott.ssa Giulia Zanotelli si sono resi disponibili a fornire un sistema di pesatura dinamica digitalizzato all’avanguardia per ridurre al minimo i tempi di calcolo del peso e velocizzare le attività di carico e trasporto. Si è stipulato un accordo con il Trentino per  il ripristino delle strade eventualmente danneggiate una volta terminate le operazioni. Inoltre, con il concorso delle Forze dell’Ordine locali e provinciali, sono stati individuati i percorsi stradali più idonei per permettere la movimentazione del legname cercando di ridurre al minimo i disagi che inevitabilmente si verificheranno e salvaguardando la sicurezza della popolazione. Si calcola che complessivamente saranno necessari circa 40.000 viaggi di automezzi pesanti per sgomberare tutto il materiale.

  • Il futuro

Dato questo panorama, è ancora prematuro parlare dei rimboschimenti, i quali difficilmente potranno partire prima dei prossimi 3-4 anni ma che verranno pianificati sia sulla base delle esigenze economico-commerciali del Comune, sia in base a criteri di sostenibilità e durevolezza.

La sfida che i cambiamenti climatici ci hanno posto è enorme e tangibile. Ma ciò non ci impedisce di essere ottimisti sul futuro dei nostri amati boschi.

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